Come scegliere l’inglese giusto per te e la tua attività

Welcome back! 

Ti sei mai chiesto: io e il mio cliente parliamo davvero la stessa lingua? Probabilmente ti sarà capitato in situazioni di stress, malinteso o comunicazione ambigua. Ecco, questo è esattamente quello che non vogliamo che accada con le tue traduzioni, non vogliamo che diventino fonte di stress, malinteso o ambiguità comunicativa. Come evitarlo? Definendo chiaramente la variante di inglese che intendi usare nelle tue traduzioni online e offline.

Let’s start with the basics: cosa si intende per variante linguistica? Senza entrare troppo nel tecnico, per variante si intende lo standard universalmente riconosciuto dai parlanti di un determinato paese. Per citare le varianti geograficamente più rilevanti dell’inglese, abbiamo sicuramente l’inglese americano e britannico, senza dimenticare l’inglese dell’India, dell’Africa, del Canada, dell’Australia e della Nuova Zelanda. La lingua, proprio come gli esseri viventi, si adatta al luogo in cui vive. 

Ora che hai definito i tuoi obiettivi traduttivi e il tuo target, saprai sicuramente scegliere l’inglese in cui tradurre per il tuo pubblico. Tornando all’esempio del nostro primo post, se stai traducendo i tuoi testi perché vuoi lanciare una collezione di orologi sul mercato britannico (*il tuo obiettivo) e hai scelto come target il pubblico britannico (*il tuo target), saprai che sarà più efficace tradurre i tuoi testi in inglese britannico. Oppure se vuoi rivolgerti a un pubblico più ampio, immaginiamo ai paesi dell’Unione Europea, potrai adottare un inglese neutro, senza connotazioni geografiche, tecnicamente definito Global English o International English. 

Ma non è finita qui, una volta scelta la variante che fa al caso tuo, dovrai tenere bene a mente tutte le caratteristiche che la definiscono per utilizzarle nel modo più appropriato nelle tue traduzioni. 

Immagina di essere un attore e dover recitare in un film destinato al pubblico britannico, quando reciterai dovrai adeguare il tuo accento, i tuoi modi di dire, le tue scelte di lessico, i tuoi riferimenti culturali a chi ti ascolta. La stessa cosa accade per la traduzione. 

Pensa se Emilia Clarke, l’amatissima Daenerys in Game of Thrones, dall’accento notoriamente britannico, iniziasse improvvisamente a parlare con un accento americano, il pubblico si accorgerebbe subito della differenza e si sentirebbe distante da quello che sta vedendo. La stessa cosa accadrebbe se nel tuo testo, pensato per un pubblico britannico, iniziassero a comparire espressioni, lessico e idiomi americani.  Non vuoi certo che il tuo target si senta distante dal messaggio che stai veicolando!

Per concludere, in breve:

  1. Ogni paese ha la sua variante di inglese e prima di iniziare a tradurre, devi capire qual è l’inglese del tuo pubblico.
  2. Le varianti geograficamente più rilevanti sono l’inglese americano e quello britannico.
  3. Una volta scelta la tua variante, dovrai tradurre tenendo presente tutte le caratteristiche di quella variante. 

Qui sotto trovi l’articolo scaricabile in formato pdf da consultare quando e come vuoi. Come sempre, non esitare a contattarmi per domande, dubbi o commenti. O se hai già in mente un progetto da tradurre, ma non sei convinto sul da farsi, non lasciarti intimidire e contattami per una consulenza gratuita.

Until we meet again,

Maria Francesca

Ps ti lascio con un fun fact: in questo video l’attrice Emilia Clarke riproduce scherzosamente l’accento americano. Senti la differenza tra il suo accento e quello americano?

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