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Se sei arrivato su questa pagina è perché probabilmente stai considerando l’ipotesi di internazionalizzare la tua impresa, ma non sai da che parte cominciare. Bene, sei nel posto giusto: nell’articolo di oggi ti accompagnerò nel processo di scoperta dell’internazionalizzazione d’impresa.

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Ora, da dove cominciare? Per internazionalizzare la tua impresa dovrai affrontare i seguenti step:

  1. Definire gli obiettivi per cui vuoi internazionalizzare la tua impresa
  2. Valutare i requisiti necessari all’internazionalizzazione d’impresa
  3. Scegliere il mercato estero di riferimento
  4. Affrontare le tre fasi necessarie per lanciarti sul mercato internazionale: la fase di assestamento nel mercato estero, la fase di affermazione competitiva sul mercato estero e infine quella di razionalizzazione della posizione internazionale.
  5. Tradurre il tuo sito web nella lingua del mercato estero di riferimento.

In questo articolo partiremo quindi dalla definizione di internazionalizzazione d’impresa, dagli obiettivi di internazionalizzazione, fino ad arrivare alla descrizione dei requisiti necessari per rendere la tua impresa internazionale, senza dimenticare di indicare le fasi necessarie per lanciarti sul mercato internazionale e spiegare come tradurre il tuo sito nella lingua del mercato di riferimento. 

Are you ready to go? Let’s dive in!

Che cosa si intende per internazionalizzazione d’impresa

Il Project Group definisce l’internazionalizzazione d’impresa come “il pro­cesso attra­verso il quale le imprese si aprono a nuovi mer­cati esteri, instau­rando rap­porti con altre aziende, con­su­ma­tori e isti­tu­zioni ope­ranti sui quei ter­ri­tori, allo scopo di ven­dere, pro­durre, acqui­stare mate­rie prime, o tro­vare nuove fonti di finan­zia­mento”. 

Quindi, in altre parole, un’impresa internazionalizzata opera in almeno due mercati nell’ambito di:

  • Vendita di prodotti/servizi all’estero;
  • Produzione all’estero;
  • Finanziamenti e partner stranieri.

Si distinguono, in base alla catena del valore da cui parte l’espansione, tre tipologie di internazionalizzazione

  • Commerciale, relativa alla vendita;
  • Produttiva, relativa alla produzione;
  • Finanziaria

La prima domanda che ti invito a porti è quindi: in quale di questi ambiti intendi operare l’internazionalizzazione della tua impresa? E poi: qual è il tuo obiettivo di internazionalizzazione? 

Gli obiettivi dell’internazionalizzazione d’impresa

Per aiutarti a rispondere a questa domanda, andiamo ad analizzare gli obiettivi più comuni che portano le imprese a internazionalizzare il loro business e che possono aiutarti a definire i tuoi obiettivi di internazionalizzazione. 

Una premessa fondamentale: ti suggerisco di articolare i tuoi obiettivi in chiave SMART. I tuoi obiettivi devono essere:

  1.  Specifici, indica cioè con trasparenza e chiarezza il risultato che intendi ottenere, evitando qualsiasi forma di generalizzazione. 
  2. Misurabili, senza dimenticare che la misurabilità di cui si parla deve essere oggettiva, oggettivamente riconoscibile da qualsiasi persona che leggerà i tuoi obiettivi.
  3. Raggiungibile e realistici, o come mi piace dire, ambiziosi al punto giusto. Cosa intendo per ambizioso al punto giusto? Devi avere chiaro come raggiungerai questo obiettivo e devi formularlo in modo realistico, a partire cioè dalla realtà oggettiva della tua attività. 
  4. I tuoi obiettivi devono avere una data di realizzazione, una deadline, ben definita. Evita frasi come “lo farò appena possibile” o “lo farò quando ho tempo” che ti porteranno solo a procrastinare e ti saranno di ostacolo nella realizzazione dei tuoi obiettivi. Usa piuttosto dei riferimenti temporali precisi entro cui realizzare i tuoi obiettivi.

Detto questo, eccoti una lista degli obiettivi di internazionalizzazione più diffusi:

  1. Il primo obiettivo è abbastanza evidente: l’aumento delle entrate per l’impresa. Aprendosi a un mercato internazionale l’impresa si apre a un ventaglio di potenziali nuovi clienti, al di fuori dei confini nazionali. 
  2. Il secondo obiettivo è la riduzione dei costi. Si può ricorrere a fornitori stranieri, a risorse locali che garantiscono una riduzione dei costi a livello di materie prime, costi di produzione e/o di competenze tecnologiche. L’impresa desidera quindi sviluppare un vantaggio competitivo attraverso le attività con l’estero.
  3. L’impresa può scegliere di internazionalizzare per sfruttare a livello internazionale un vantaggio competitivo che già caratterizza il suo business, ad esempio il fatto di possedere una tecnologia superiore. 
  4. Infine, può trattarsi dell’unico percorso possibile per accedere a un mercato protetto, altrimenti inaccessibile. 

I requisiti necessari per l’internazionalizzazione d’impresa

Una volta definiti gli obiettivi per cui stai considerando di internazionalizzare la tua impresa, prima di lanciarti sul mercato estero ti consiglio di porti un’altra domanda chiave: la mia azienda ha i requisiti necessari per internazionalizzare? È importante infatti che l’internazionalizzazione sia il risultato di un processo ben strutturato, basato su informazioni affidabili, specifiche e relative al proprio settore di competenza, che porti ai risultati sperati e non di una casualità basata su un desiderio del momento. 

Come ci suggerisce l’Agenzia ICE, è necessaria in primo luogo un’analisi interna delle risorse in termini di risorse umane, strutturali e procedurali.  Domandati: con le risorse a disposizione, posso sostenere il processo di internazionalizzazione? L’analisi interna deve riguardare anche le capacità produttive e finanziarie dell’impresa, ho una solidità finanziaria tale da potermi esporre al rischio del mercato estero?

Dopo aver svolto un’attenta analisi interna delle tue risorse, arriviamo alla domanda chiave in ogni processo di internazionalizzazione: come scegliere il mercato estero di riferimento?

Come scegliere il mercato estero di riferimento 

Nella scelta del mercato estero di riferimento, quali sono gli elementi da considerare?

  1. I costi di fare impresa in quel paese che dipendono dalla presenza o meno di infrastrutture, dai costi legali, dal peso della burocrazia e dal livello di corruzione. 
  2. Valutazione dei rischi: solvibilità dei pagamenti, sicurezza transazioni, instabilità politica.
  3. Dopo la valutazione dei rischi e dei costi, è essenziale porsi la domanda: quanto grande è il nostro mercato di riferimento? Questa stima si basa su un’elaborazione di dati e informazioni di qualità raccolti da fonti primarie, come dati statistici ufficiali di settore.
  4. È necessario capire se i punti di forza dell’impresa possono funzionare sul mercato estero. Quali sono le aspettative dei clienti? E quali sono i principali competitor sul mercato estero? 

Le fasi del processo di internazionalizzazione d’impresa

Dopo la fase di entrata nel mercato estero con la relativa definizione degli obiettivi e del mercato di riferimento, possiamo identificare tre fasi chiave nel processo di internazionalizzazione:

  1. La fase di assestamento nel mercato estero, che comporta una prima valutazione dell’operato internazionale in termini economici, strategici e organizzativi;
  2. La fase di affermazione competitiva sul mercato estero: le attività svolte all’estero acquisiscono la stessa rilevanza di quelle svolte nel paese d’origine;
  3. La fase di razionalizzazione della posizione internazionale volta alla creazione di una rete interna, per lo svolgimento di tutte le attività necessarie a gestire l’impresa all’estero. 

Perché tradurre il tuo sito è essenziale al processo di internazionalizzazione d’impresa

Una volta definito il mercato estero di riferimento e avviato il processo di internazionalizzazione d’impresa, non puoi dimenticarti di un aspetto fondamentale come quello della traduzione del tuo sito web. Ebbene sì, ora che ti sei lanciato sul mercato estero, avrai bisogno di tradurre il tuo sito nella lingua di riferimento del tuo nuovo mercato. Molte ricerche mostrano infatti che l’utente medio preferisce acquistare in una lingua che conosce e comprende completamente piuttosto che in una lingua straniera.

E soprattutto, dovrai realizzare una traduzione del sito che risulti efficace, professionale e non approssimativa. Utilizzare dei traduttori automatici o affidarsi a madrelingua che non sono dei traduttori professionisti rischia di compromettere l’intero processo di internazionalizzazione, tutto il lavoro che hai svolto finora dietro le quinte. E poi sapevi che Google penalizza il posizionamento dei siti tradotti con Google translator? Sì, quando Google reperisce un sito tradotto automaticamente, lo penalizza perché lo ritiene poco affidabile e lo farà comparire in basso nei risultati di ricerca.

Ti faccio un esempio: la tua impresa ha deciso di espandersi sul mercato inglese del Regno Unito. Non potrai di certo fare affidamento sul tuo sito in italiano per pubblicizzare i tuoi servizi e/o prodotti: non tradurre il tuo sito sarebbe come sprecare tutto il lavoro di internazionalizzazione che hai svolto finora. Allo stesso tempo, non potrai nemmeno tradurre il tuo sito facendo affidamento su un traduttore automatico (sì, google translate stiamo parlando di te) o su un madrelingua che conosce semplicemente l’inglese, senza nessuna formazione professionale. Vuoi davvero rischiare di compromettere tutto il lavoro svolto finora?

Oppure: hai deciso di aprirti a più mercati esteri, sarà il caso di valutare la possibilità di trasformare il tuo sito in uno sito multilingue. Tradurre il tuo sito è un investimento fondamentale, importante tanto quanto quello di internazionalizzare la tua imprese.

Very well, now, where should I start?

Ora probabilmente ti starai chiedendo: da dove cominciare per tradurre il sito web della mia impresa internazionalizzata?

Come internazionalizzare il tuo sito web

Così come per il processo di internazionalizzazione, anche per la traduzione del tuo sito web, è necessario partire da tre domande fondamentali:

  1. Quali sono i miei obiettivi? Cosa voglio ottenere traducendo il mio sito?
  2. Qual è il pubblico del mio sito web? Per chi sto traducendo?
  3. In quale lingua tradurre il mio sito?

Let’s start with the basics: perché sto traducendo il mio sito? Quali sono i miei obiettivi? La formulazione degli obiettivi è un passaggio chiave in ogni traduzione. In questo senso, tuoi obiettivi per essere realizzabili devono essere specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e avere una deadline, una data di scadenza.

Una volta definiti i tuoi obiettivi, l’altra domanda che ti invito a porti è: qual è il pubblico che visiterà il mio sito?Probabilmente avrai sentito parlare di “buyer persona”, di “target”, di “audience”, questi non sono che sinonimi per indicare la tua clientela ideale.

L’errore che spesso si fa è rispondere a questa domanda a cose fatte, solo dopo aver svolto la traduzione dei testi. Se vuoi ottenere davvero i risultati che desideri, è essenziale rispondere a questa domanda chiave prima di
avviare la traduzione
così da poter creare un testo in inglese personalizzato per il tuo pubblico, che parli alle sue esigenze, abitudini e caratteristiche. Ti lascio qui dei consigli pratici su come creare l’identikit linguistico del tuo pubblico.

E infine la terza e ultima domanda preliminare: in quale lingua tradurre il mio sito? La risposta a questa domanda è strettamente legata all’elaborazione dell’identikit linguistico del tuo pubblico. Nel momento in cui avrai chiaro il tuo target, saprai esattamente in quale lingua tradurre.

Ti faccio subito un esempio: il tuo target è il pubblico anglofono del Regno Unito, a questo punto sarà naturale scegliere come lingua l’inglese. Dovrai quindi chiederti qual è l’inglese giusto per il mio pubblico?

Ti sembrerà una domanda banale, ma non esiste un solo inglese. Non esiste un inglese universale, passepartout. Ogni paese anglofono ha la sua variante universalmente riconosciuta dai parlanti di quel paese e nel tuo caso sarà la variante dell’inglese britannico. Attenzione quindi all’ortografia, alle variazioni lessicali e in generale a tradurre e adattare ogni aspetto del tuo testo nell’inglese del tuo pubblico!

Per concludere, in breve:

1. Un’impresa si definisce internazionalizzata quando opera in almeno due mercati nell’ambito di vendita di prodotti/servizi all’estero; produzione all’estero; finanziamenti e partner stranieri.

2. L’internazionalizzazione può avere come obiettivi: l’aumento delle entrate, la riduzione dei costi di produzione, lo sviluppo di un vantaggio competitivo già proprio del business, l’accesso a mercati protetti.

3. Per internazionalizzare la propria impresa è necessaria un’analisi interna preventiva in termini di risorse umane, strutturali e procedurali e capacità produttiva e finanziaria.

4. Per scegliere il mercato estero di riferimento è indispensabile valutare i costi di fare impresa in quel paese, attuare una valutazione dei costi e dei punti di forza dell’impresa nel nuovo mercato estero.

5. Tradurre il tuo sito web nella lingua del mercato estero di riferimento è una componente essenziale del processo di internazionalizzazione d’impresa. Molte ricerche mostrano infatti che l’utente medio preferisce acquistare in una lingua che conosce e comprende completamente piuttosto che in una lingua straniera.

6. Per tradurre il tuo sito in modo efficace, è necessario rispondere a tre domande preliminari: Quali sono i miei obiettivi? Qual è il pubblico del mio sito web? In quale lingua tradurre il mio sito?

Ti ringrazio per aver letto fino a qui, nel prossimo articolo entreremo nel vivo dell’internazionalizzazione e ti presenterò alcune strategie utili per internazionalizzare la tua impresa. 

Nel frattempo, non esitare a contattarmi per domande, dubbi o commenti. O se hai già in mente un progetto di internazionalizzazione, ma non sei convinto su quale strategia linguistica adottare, non lasciarti intimidire e contattami per una consulenza gratuita.

Until we meet again,

Maria Francesca