Dear readers,

Welcome back!

Nell’articolo di oggi parliamo di un tema a me molto caro: gli errori più comuni che si fanno quando si traduce dall’italiano all’inglese. Probabilmente ti sarà capitato quando hai tradotto il tuo sito, blog o newsletter, o anche semplicemente quando hai tenuto quel meeting o hai scritto quella mail in inglese, di incorrere in uno di questi errori che ti presenterò. 

Ma non preoccuparti, we all make mistakes, l’importante è esserne consapevoli e individuare le strategie giuste per tradurre nel modo giusto per il tuo pubblico.

1. Dimenticarsi che esistono tanti inglesi

Se mi hai seguito qui o su Instagram, saprai ormai che l’inglese non è la lingua universale che tutti credono. È sicuramente la lingua a cui si ricorre per una comunicazione immediata e diretta, ma esistono tanti inglesi ed è indispensabile definire la variante del proprio pubblico prima di iniziare a tradurre. Il rischio altrimenti è di utilizzare l’inglese sbagliato per il tuo pubblico senza nemmeno rendertene conto.

2. Sottovalutare l’inglese

Quante volte hai sentito ripetere questa frase “Ma sì, l’inglese è una lingua semplice…basta aggiungere la s alla terza persona, giusto”? Questa frase, secondo il mio modestissimo parere, è all’origine dei molti “scioc bicos” (cit.) che vediamo pronunciare dai nostri politici o per tornare a noi, dei vari siti senza senso tradotti in inglese con un traduttore automatico. Lavorando con moltissimi clienti italiani, mi sono resa conto che molto spesso si ritengono le lingue romanze (Italiano, francese, spagnolo and co) superiori all’inglese o per dirla in altri termini, automaticamente più complesse, più complete e con più sfumature. Ma non è così! Solo perché una lingua è diversa dall’altra, non significa che sia migliore, right?

3. Tradurre letteralmente dall’italiano

Conseguenza del punto precedente o in generale di un approccio sbagliato all’inglese, è il terzo errore che in un modo o nell’altro abbiamo fatto tutti: tradurre letteralmente dell’italiano in inglese, senza nessun tipo di adattamento.

Non entrerò troppo nei dettagli linguistici tecnici, ma l’esempio più utile che posso proporti è quello delle collocazioni. Cosa sono le collocazioni? Per citare la definizione del “Dizionario delle collocazioni” edito da Zanichelli (uno dei miei dizionari preferiti tra le altre cose), le collocazioni sono “espressioni formate da due o più parole che per uso o consuetudine lessicale formano una unità fraseologica non fissa ma riconoscibile”. Per dirlo in parole semplici, sono quelle combinazioni di parole immediatamente riconoscibili a un parlante madrelingua, talvolta senza che ci sia una spiegazione logica o una regola a spiegare perché quei due termini siano legati.

Ad esempio in italiano diciamo “coronare un sogno”, ma in inglese non puoi utilizzare lo stesso verbo, ma piuttosto potrai dire “a dream comes true” o “live out a dream”. Questo è soltanto uno degli infiniti esempi che potrei farti quando si traducono letteralmente le collocazioni dall’inglese, quindi fai particolarmente attenzione a questo aspetto se vuoi tradurre in modo efficace per il tuo pubblico.

Per concludere, in breve:

Quando traduci dall’italiano all’inglese, ricordati di:

Scegliere l’inglese giusto per il tuo pubblico perché esistono tanti inglesi;

Non sottovalutare l’inglese;

Non tradurre letteralmente dall’italiano.

Come sempre, ti ringrazio per aver letto fino a qui! Non esitare a contattarmi per domande, dubbi o commenti. O se hai già in mente un progetto da tradurre, ma non sei convinto sul da farsi, non lasciarti intimidire e contattami per una consulenza gratuita.

Until we meet again,

Maria Francesca

Ps Ti lascio qui sotto l’articolo in formato pdf per averlo sempre con te!

Posta un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *