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di Ester Gentile , Global Program Manager

Sono sicura che ci siete capitati tutti. Siete alla ricerca di un prodotto (o di un servizio), fate la vostra indagine di mercato su Google, trovate finalmente quello che vi sembra il compromesso giusto tra qualità, prezzo, tempi e spese di consegna ma… il sito parla una lingua che non è la vostra. O peggio, parla la vostra lingua ma in versione Google translator.

Non sapete quante volte ho lasciato il mio ordine nel carrello proprio per questo motivo. Ma non perché io sia la paladina della traduzione o per deformazione professionale, semplicemente perché un sito del genere non mi sembra affidabile. E l’utente di Internet, per quanto sia attento ai prezzi e interessato a spendere poco per la migliore qualità, vuole prima di tutto sentirsi al sicuro. 

Io non farei una transazione finanziara in una lingua che non conosco, e magari penso anche che se non hanno voluto investire in una traduzione, probabilmente io non sono il pubblico adatto a loro, probabilmente si accontentano di offrire i loro servizi solo in una determinata zona geografica. E quindi vado oltre.

Se leggendo queste righe vi siete resi conto che tutto sommato qualche opportunità di attirare nuovi clienti ve la siete persa, ecco 5 motivi (tra i tanti) per cui dovreste tradurre il vostro sito in inglese:

1. Per essere affidabili

L’utente quando acquista deve sentirsi al sicuro, questo l’abbiamo già detto. Deve innanzitutto capire come muoversi sul sito, dove cliccare, i messaggi devono essere semplici e accattivanti. Per questo tradurre un sito deve essere fatto da un esperto che non solo conosce la lingua, ma anche il target. Dietro alla traduzione di un sito c’è una strategia comunicativa importante. 

2. Per essere competitivi

Oggi non si può immaginare di limitarsi alle zone circostanti. Se il COVID ci ha fatto capire qualcosa di “positivo”, è che non esistono distanze che non possono essere raggiunte. Oggi il vostro professionista di fiducia può trovarsi alla porta accanto come a 1000 km di distanza. Ma se questo porta tanti vantaggi, bisogna anche farsi trovare preparati. Il vostro sito deve parlare a tutti.

3. A volte è un obbligo

Spesso è la legge a imporre che il sito, o alcune sue parti, siano tradotti. Se la vostra sede non è in Italia, se il vostro target non parla solo italiano, alcuni documenti legali come privacy policy, cookie policy, termini e condizioni devono necessariamente essere tradotti (e non soltanto in inglese!).

4. Per comparire nei motori di ricerca

I testi per i siti web sono ottimizzati per il SEO, in parole povere contengono delle parole chiave che sono quelle maggiormente utilizzate dagli utenti quando ricercano un servizio o un prodotto simile al tuo. Ora è chiaro che l’inglese resta la lingua più utilizzata (nel 2020 circa il 25% delle ricerche sono state fatte in lingua inglese) quindi questo vi permetterà di avere una maggiore visibilità e raggiungere un maggior numero di utenti. 

5. Perché Google translator non vi fa risparmiare, ma vi penalizza

Lo sapevate che Google penalizza il posizionamento dei siti tradotti con Google translator? Sì, messa così fa anche ridere, ma Google quando reperisce un sito tradotto automaticamente (qualsiasi tipo di traduzione automatica, senza intervento umano di correzione e revisione), lo penalizza perché lo ritiene poco affidabile, quindi lo farà comparire in basso nei risultati di ricerca.

Siete disposti a rischiare?